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Ragazzine in lacrime dalla dermatologa per vaghi accenni di cellulite, o pochi brufoli vissuti come acne deturpante. Sono sempre di più le ''adolescenti italiane vittime della sindrome del brutto anatroccolo, che le porta a ingigantire ogni minimo difetto, facendone un dramma". La 'diagnosi' arriva dalla dermatologa Riccarda Serri, presidente della Skineco, Associazione internazionale di dermatologia ecologica. "E' vero, un'epidemia di dismorfofobia si sta diffondendo fra le giovanissime. Anche quelle che sono dei giovani cigni si vedono come brutti anatroccoli", concorda Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell'Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma. "Ragazzine cresciute nel mito della magrezza a tutti i costi e della perfezione patinata di modelle e veline, che puntano con tutte le forze a raggiungere un'idea del bello astratta, come soluzione a un disagio reale - prosegue la Vinciguerra - Purtroppo però questa corsa alla perfezione è destinata a essere infinita: si cerca di ottenere sempre di più perché a ogni obiettivo raggiunto non arriva la tranquillità sperata". Insomma, c'è sempre qualcosa da perfezionare. La dismorfofobia si sviluppa in adolescenti con un basso livello di autostima, femmine ma anche maschi, e può focalizzarsi sull'intero aspetto esteriore o solo su una porzione precisa del corpo. E' come se scattasse "un meccanismo compulsivo, alimentato dalla speranza di risolvere il proprio disagio e colmare l'insicurezza attraverso mete effimere", descrive la Vinciguerra. Così l'ossessione-cellulite "moltiplica la ricerca di trattamenti, creme, guaine e abiti medicati anche fra le giovanissime. Il problema è che oggi anche le più belle sono insicure - evidenzia la Serri - si vedono comunque brutte e grasse, e vivono male ogni minimo problema". Insomma, la corsa dal medico per problemi estetici spesso è figlia di un '''velinismo' diffuso. Non ci si accontenta mai perché il confronto costante è quello con modelli estetici di perfezione visti su tv e riviste", prosegue la dermatologa. E allora non c'è nulla che non si possa tentare. "La cellulite è una fibrosi, una degenerazione del grasso cutaneo nemica in primo luogo della circolazione. Per questo, per contrastarla - spiega la dermatologa - l'approccio deve essere a 360 gradi. Partendo dalla postura, che deve essere corretta e armonica, all'attività fisica regolare (nuoto, ma anche ginnastica, danza, passeggiate), all'alimentazione varia, ricca di frutta e verdura e 'goduriosa', che dia piacere e non sia punitiva". Inoltre la dermatologa suggerisce un controllo ginecologico ("spesso la cellulite può essere legata a problemi ovarici"), e promuove i massaggi e gli automassaggi. "Meglio evitare invece i farmaci se non ci sono indicazioni specifiche - conclude - E soprattutto, nel caso, consultare sempre il medico". Dal sito di Adnkronos
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